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Guardea (TR)

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Festa Combattenti e Forze Armate – 150° Unita’ d’Italia

Si è celebrata a Guardea la Festa dei combattenti e delle Forze Armate con la partecipazione delle Associazioni e dei Rappresentanti delle Forze dell’Ordine.

Il Presidente maestro Angelo Giannotti infaticabile anima di questa giornata di memoria ha tenuto una allocuzione forte e commovente.

Successivamente è intervenuto il Sindaco Gianfranco Costa che si è soffermato sull’opera dei nostri militari in missione di pace ed ha ringraziato le Forze dell’Ordine, Eroi di tutti i giorni, che anche nel nostro territorio garantiscono condizioni di sicurezza ogni giorno.

La conclusione è stata affidata alle note dell’Inno di Mameli eseguito dalla banda musicale di Guardea.

In particolare, da evidenziare: 1) è stato collocato davanti al monumento ai Caduti un contenitore con documenti della Guardea di oggi, contenitore da riportare all’attenzione nel 2161: fra 150 anni, per l’appunto; 2) l’Inno di Mameli ha accompagnato l’apertura dei lavori di ogni seduta consiliare, a solennizzare l’importanza del Consiglio Comunale. Ci si augura che l’esempio di Guardea possa divenire un riferimento per i Comuni italiani.

Gli Anziani – Saggi invitati a scrivere le proprie memorie.

Ogni persona è unica. Fissa il Libro della tua vita

Le Nonne ed i Nonni – Saggi sono invitati a ritirare in Comune una nota predisposta che li sollecita a fissare la memoria della loro importante, unica, irripetibile, splendida vita.

Ogni famiglia sarà più ricca. Guardea crescerà con gli esempi dei saggi.

>fratelli_&Comuni

Luigi Frati

Magnifico Rettore Università degli Studi di Roma "SAPIENZA"

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L’Unità d’Italia, così come la conosciamo noi, non è solo quella fatta dai grandi avvenimenti storici, dagli eventi politici ed economici o dalle gesta degli eroi del passato. La nostra storia è anche frutto dell’impegno di persone che hanno saputo distinguersi per il loro ingegno o per la loro dedizione nei diversi campi del sapere. Ricercatori, studiosi e letterati provenienti da ogni Regione d’Italia che hanno calcato la scena scientifica, umanistica e culturale, ottenendo la più alta onorificenza della nostra contemporaneità: il premio Nobel.

Dal lontano 1906 quando Giosuè Carducci (letteratura) e Camillo Golgi (medicina) per primi comparirono nell’albo d’oro dei Nobel fino ad arrivare ai giorni nostri con Mario Capecchi (medicina), Carlo Rubbia e Riccardo Giacconi (fisica), la storia dei 150 anni dell’unità d’Italia è costellata di personaggi che hanno dato lustro al nostro Paese, rappresentando un modello per le generazioni presenti e per quelle future. 

Luigi Frati, magnifico rettore della Sapienza, nella sezione premi Nobel di Fratelli Comuni, vuole ricordare quanti, tra i nostri connazionali, sono stati insigniti del prestigioso premio. Il Nobel, scrive Frati, è un premio che “ci rende fieri di essere italiani, ci sprona a far conoscere al mondo, nella pratica quotidiana delle nostre Università, tutte le potenzialità che ci contraddistinguono, frutto della cultura millenaria che abbiamo alle spalle”.

>fratelli_&Comuni

Daniele Masala

Campione Olimpico, Docente presso l’Università di Cassino

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Il valore dell’agonismo nel percorso che ha portato all’Unità d’Italia è un concetto riconosciuto già a partire dalla metà del 1800, quando il barone De Coubertin contribuì, con i suoi ideali di pace e di unione fra i popoli, a restaurare l’idea olimpica.

“Lo sport evoca sentimenti ed entusiasmi condivisi, unendo le genti, al di là della competizione” e suscita emozioni che “difficilmente si riscontrano in altri aspetti della vita”, scrive il campione olimpico Daniele Masala nella prefazione alla categoria Sport del volume.

Gareggiare con la scritta “ITALIA” sul petto procura tale orgoglio che giustifica gli anni di duro lavoro svolto sui campi di allenamento. C’è poi chi riesce a portare quella maglia sul podio, magari sul gradino più alto. In quel preciso momento le sensazioni che si provano sono difficilmente descrivibili e sentir suonare il proprio inno ha qualcosa di magico, d’impalpabile, di etereo”.

Sensazioni di massa, di orgoglio condiviso a tifare sotto la stessa bandiera. Dall’esaltazione che accomuna milioni di tifosi quando intonano l’inno di Mameli all’indescrivibile momento della vittoria, quando il campione prova “l’esatta sensazione di aver rappresentato nel migliore dei modi la propria nazione, i propri concittadini, la propria squadra e … se stesso: un italiano”.

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Ronnie Jones

Musicista

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Americano di nascita ma “italiano di auto-adozione”, così come lui stesso ama definirsi, trasferitosi nel BelPaese dopo essere stato “rapito dalla cultura per il bel canto”,  Ronnie Jones è l’autore della prefazione alla sezione Musica del volume Fratelli Comuni.

La mia mente è andata subito alla mia infanzia quando nei quartieri di Springfield - Massachussetts dove vivevo, respiravo già aria di italianità. La radio del negozietto all'angolo tra Quincy Street e State Street suonava "Funiculì Funiculà" o il vicino di casa intonava sul balcone del quarto piano "O Sole Mio". Alla radio si sentiva anche il Nabucco del grande Giuseppe Verdi o la voce indimenticabile di Caruso.

Passando attraverso ricordi memorabili come questi e celebrando la passione e l’attenzione degli italiani per la musica di qualità, con un accorato appello a favorire l’insegnamento e la diffusione della musica Ronnie Jones ci accompagna in un appassionante percorso storico musicale nel quale ha voluto rendere omaggio ad artisti di grande valore e ricordare quei brani che sono stati la colonna sonora dei 150 anni dell’Italia Unita.

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